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Cap 2 – “Tutto ciò che puoi immaginare è reale”- Pablo Picasso

3 Luglio 2026 by Paolo Vocca il metodo 0 comments

Le neuroscienze del cambiamento studiano come il cervello umano percepisce, assimila oppure ostacola le novità, e ci dimostrano che è possibile ristrutturare i circuiti neurali a qualsiasi età, superando l’innata resistenza della nostra mente. Una mente che, per sua natura, ricerca l’omeostasi e il risparmio energetico.

Ciò che la scienza ha certificato a questo proposito, era già stato previsto e intuito da menti brillanti, nel corso dell’evoluzione umana. Menti che basavano alcune loro convinzioni e teorie su ciò che potevano osservare nella realtà fenomenica, senza l’ausilio delle moderne “tecnologie”.

Basti pensare che già duemilacinquecento anni fa, i filosofi cosiddetti “sofisti” avevano segnalato che la realtà è quella che noi stessi “costruiamo”, in particolare attraverso ciò che diciamo, pensiamo, proviamo e facciamo.  E infatti viviamo convinti di vedere la realtà per ciò che è. Eppure, gran parte della nostra esperienza dipende da qualcosa di invisibile: il modo in cui la mente interpreta il mondo.

Ogni essere umano vive immerso in una rete di pensieri e immagini; emozioni e aspettative; ricordi e automatismi; credenze e convinzioni. Questa rete non si limita a descrivere la realtà, ma la organizza. Nel corso della storia, filosofi, psicologi, letterati, mistici, ipnotisti e studiosi della mente hanno intuito che la coscienza umana possiede un potere molto più profondo di quanto comunemente si creda.

Arthur Schopenhauer intravide la forza oscura della volontà che muove l’uomo al di sotto della coscienza.

Hans Vaihinger comprese che gli esseri umani vivono attraverso “finzioni utili”.

Gurdjieff parlò di automatismi e sonno psicologico.

Émile Coué scoprì il potere dell’autosuggestione.

Milton Erickson utilizzò linguaggio, metafore e trance per trasformare l’esperienza interiore.

Paul Watzlawick mostrò che la realtà psicologica è costruita attraverso interpretazione e comunicazione.

Maxwell Maltz collegò identità e comportamento.

Stephen Wolinsky esplora il rapporto tra coscienza e identificazione mentale.

Karl Popper introdusse una teoria, “I tre mondi”, che rappresenta la base “filosofica” delle successive scoperte delle neuroscienze.

Daniel Goleman dimostra il ruolo decisivo delle emozioni.

Giorgio Nardone rende il cambiamento psicologico un processo concreto, strategico ed esperienziale.

Fabrizio Benedetti ci svela i meccanismi neuro-fisiologici dell’effetto placebo.

Per molto tempo queste intuizioni sono apparse separate: filosofia da una parte, psicologia dall’altra, spiritualità altrove, medicina in un altro territorio. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. Le neuroscienze contemporanee mostrano che il cervello è plastico e modifica continuamente le proprie connessioni; costruisce modelli della realtà e reagisce alle immagini mentali; integra emozione, percezione e comportamento; opera in larga parte attraverso processi inconsci e predittivi. Molte intuizioni di questi autori trovano così un sorprendente riscontro scientifico.

Questo saggio nasce dal tentativo di creare un ponte tra queste prospettive. Non per ridurre la filosofia alla biologia, né per trasformare la mente in un semplice meccanismo neuronale, ma per comprendere come volontà, immaginazione, emozione, attenzione, linguaggio e identità possano influenzare concretamente il modo in cui viviamo, soffriamo, scegliamo e cambiamo.

L’obiettivo di questo lavoro non è soltanto teorico. È anche pratico. Perché comprendere il funzionamento della mente significa comprendere come nascono gli automatismi; come si costruiscono le paure; come si sviluppano le convinzioni; come si modificano abitudini e identità; come si può trasformare la propria esperienza della realtà.

Forse la domanda più importante non è “che cos’è la realtà?”, ma “attraverso quale mente, e quale lente, stiamo guardando la realtà?” Ed è proprio in questo spazio, tra neuroscienze, filosofia, psicologia e coscienza, che questo libro prende forma.

…..

Secondo il filosofo Karl Popper “la vita è risolvere problemi”, a cui realisticamente dovremmo aggiungere “e raggiungere obiettivi”. In pratica, il destino di noi umani.

Dunque il primo quesito da porsi è: “cos’è un problema?”.

La parola, etimologicamente, deriva dal greco antico pro-ballein: mettere innanzi. Il problema è infatti un ostacolo, una difficoltà, qualcosa che si pone davanti al nostro cammino impedendoci di proseguire oltre.

Dalla notte dei tempi l’essere umano è alla ricerca di strategie rapide ed efficaci per risolvere i suoi problemi quotidiani, e raggiungere i suoi obiettivi, di qualunque natura essi siano. Qui non ci occuperemo di problemi “tecnici”, ovvero di difficoltà che possono essere superate acquisendo le necessarie competenze, gli strumenti tecnologici necessari, i finanziamenti o in ogni caso le risorse indispensabili alla bisogna.

Ci occuperemo, invece, di come risolvere problemi e difficoltà “in generale”, quindi di come trovare nel più breve tempo possibile soluzioni che derivano dall’utilizzo delle nostre capacità logiche e creative, dalle nostre esperienze e intuizioni. Soluzioni che siano efficaci (raggiungono lo scopo) ed efficienti (col minimo dispendio di mezzi ed energie).

Questo saggio non è solo un viaggio di scoperta di intuizioni, teorie e modelli, ma è anche la proposta di un metodo pratico, operativo, per affrontare quegli ostacoli che la vita quotidiana ci offre … per conoscere meglio noi stessi!

La scelta degli autori che ci accompagneranno in questo percorso non è casuale, e apparirà fin da subito il filo che li collega. Ma è anche vero che non sono stati i soli a occuparsi della mente e dei suoi segreti. Se, peraltro, avessimo voluto occuparci di tutti coloro che hanno lasciato una traccia utile all’evoluzione della conoscenza di noi stessi, avremmo dovuto scrivere e descrivere l’intero percorso della storia umana.

Apparirà chiaro, del resto, che gli autori citati sono stati scelti non prima, ma in seguito ad una intuizione sul funzionamento del meccanismo “V.I.A.” … ma è ciò di cui stiamo per occuparci.

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